La moglie di

di Arrigo Abalti · Agosto 28, 2026

 

Sono rimasto un po’ a guardare quella foto. Due persone davanti a un pannello elettorale, sorridono come si sorride ai congressi, e sotto una didascalia di una parola sola: Coppia. Lui è Edmondo Cirielli, viceministro. Lei è Maria Rosaria Campitiello, ginecologa, al ministero della Salute dal 2023, dal 2024 a capo del Dipartimento della prevenzione. Nella didascalia, però, è la metà di qualcun altro.

Rileggo il pezzo che accompagna la foto e mi accorgo che non le viene contestato niente di suo. Nessun atto sbagliato, nessun dipartimento allo sbando, nessuna incompetenza. Le viene contestato il marito. Tutta l’accusa sta in un complemento di specificazione.

Allora proviamo a dirla per intero, la regola che sta sotto, perché finché resta implicita sembra sensata: se sposi un politico, la carriera te la sei giocata. Non “ti controlliamo di più”. Proprio te la sei giocata, perché il sospetto ha il vantaggio di non poter essere smentito. Non esiste il documento che certifica di non essere stati raccomandati, e chi prova a spiegare il proprio curriculum sembra soltanto uno che si difende.

E poi guardate da che parte cade sempre, questa legge. Non ho mai letto un titolo su Cirielli marito della direttrice. Il cognome che pesa è quello di lei, come nei paesi di una volta, dove le donne erano la Maria del Toni. Buffo, per un Paese che si commuove ogni volta che si parla di merito femminile.

Poi c’è l’obiezione seria, e me la sono fatta anch’io mentre leggevo: un interpello pubblicato a marzo, cancellato il 25 agosto e riscritto con competenze diverse dopo un decreto legge di due settimane prima. Quella sequenza qualche domanda la merita eccome. Chi ha firmato cosa, quali requisiti sono cambiati, perché adesso. Se un bando è stato cucito su misura si dimostra leggendo il bando, riga per riga, ed è un lavoro noioso che qualcuno dovrebbe fare.

L’altra strada costa molto meno. Basta una fede all’anulare e il pezzo è scritto.

Il sospetto è un buon cane da guardia. Come giudice è pessimo. E se lo lasciamo decidere lui chi può lavorare negli uffici pubblici, alla fine non ci resteranno i più bravi: ci resteranno gli scapoli. Che poi non è mai stato scritto da nessuna parte che siano più onesti.

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