L’egemonia in cattedra

di Arrigo Abalti · Maggio 11, 2026

A Vicenza la sinistra insegna la politica (e il fact-checking)

Sta cucinando i quaderni di Antonio Gramsci con cento grammi di “educazione civica” e una spruzzata di “fact-checking”. A Vicenza, la giunta di centrosinistra – o almeno la parte più di sinistra del centrosinistra – ha trovato il modo perfetto per “educare alla politica, oggi”. E come si educa alla politica? Semplice: chiamando a raccolta la crema dell’intellighenzia progressista e mandandola in cattedra nei licei cittadini, il Quadri e il Pigafetta. L’iniziativa, promossa dalla Casa di cultura popolare (storico presidio della sinistra vicentina, oggi guidata dalla consigliera comunale del centrosinistra Luisa Consolaro) e dalla Biblioteca civica Bertoliana (presieduta da Alberto Galla, blasonata mosca bianca centrista ), è un capolavoro di egemonia culturale in sedicesimo.

Lunedì 18 maggio, a Palazzo Cordellina, andrà in scena la “restituzione pubblica” di questo titanico sforzo pedagogico. E chi sono i maestri chiamati a illuminare le giovani menti sui misteri della “cosa pubblica”? Il parterre è un inno al pluralismo, a patto che il pluralismo inizi a sinistra e finisca un po’ più a sinistra.

C’è Renato Camurri, docente di Storia contemporanea all’Università di Verona, curatore dei quaderni di Antonio Giuriolo, firma di Patria Indipendente (la rivista dell’Anpi) e presenza fissa agli eventi di Libera e della sinistra veneta. A lui, immaginiamo, il compito di spiegare la “dimensione storica del problema” e di fornire l’antidoto contro le fake news.

Poi ci sono i divulgatori di YouTrend, l’agenzia di sondaggi e comunicazione politica fondata da Lorenzo Pregliasco e Giovanni Diamanti, che da anni è il termometro (e spesso il megafono) delle ansie e delle speranze del centrosinistra italiano. A Vicenza hanno inviato Martina Carone e Salvatore Borghese per condurre il laboratorio “La parolaccia con la P”. L’idea di fondo, si legge nel comunicato, è che “la politica non sia una materia distante”. Certo che no, soprattutto se a spiegarla sono i consulenti che la politica (quella di una certa parte) la fanno e la misurano tutti i giorni.

A portare i saluti dell’amministrazione, oltre alla già citata Consolaro e al presidente Galla, ci sarà Leonardo Nicolai, assessore alle politiche giovanili, anche lui saldamente ancorato alla maggioranza di centrosinistra con Coalizione Civica. Ospiti tecnici i direttori dei giornali locali chiamati a dialogare con gli studenti (Gian Marco Mancassola di Tva e Marino Smiderle del Giornale di Vicenza) , ma il quadro d’insieme è chiaro.

È la vecchia, cara, rassicurante occupazione degli spazi. Si prende un tema nobile (l’educazione civica), si scelgono due licei prestigiosi, si confeziona un bel progetto sulla “partecipazione” e sul “metodo dello storico”, e si affida il servizio a una squadra di relatori che, per puro caso, condividono la stessa visione del mondo. È l’egemonia democratica, bellezza. E se qualcuno fa notare che forse, per “educare alla politica”, servirebbe un contraddittorio, o magari una voce fuori dal coro, la risposta è già pronta: stiamo solo insegnando a riconoscere le fake news. Le loro, ovviamente.

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