di Arrigo Abalti · Aprile 15, 2026
Quando la politica cambia schermo e va su Pornhub e Tinder
Trecentocinquanta euro. Tanto ha speso Paride Paci, candidato consigliere del Pd a Chieti, per farsi ricordare. Non in volantini. Su Pornhub, Tinder e Hinge. Prima che l’utente potesse accedere a quello che era venuto a cercare, dieci secondi di Paci in faccia: Vuoi qualcosa di davvero eccitante? Scopri cosa ho in mente per la nostra città.
I moralisti hanno protestato. La dignità istituzionale, hanno detto. La misura. Il rispetto del ruolo. Gli stessi che per trent’anni hanno tappezzato i pali della luce di facce sorridenti che nessuno guardava.
Ma Paci non si candida sindaco. Si candida consigliere. Chiede una preferenza. E la preferenza è crudele: non basta mettere una croce sul simbolo, bisogna prendere la matita e scrivere un nome. Per esteso. Quello giusto. Nella penombra della cabina, con fuori il sole e in testa la partita del pomeriggio.
Il 24 e 25 maggio anche nel Vicentino si vota — Arzignano, Lonigo, Malo, Arcugnano, Castegnero Nanto, Cogollo del Cengio e gli altri. Centinaia di candidati consiglieri che in queste settimane stringono mani e bevono caffè che non vogliono.
Farebbero bene a chiedersi: perché qualcuno dovrebbe ricordarsi il mio nome?
La matita non si muove per i chilometri percorsi. Si muove per un’emozione. Un momento in cui qualcuno ha pensato: questo qui mi ha colpito.
In un modo o nell’altro.



