Palazzo Nuevo

di Arrigo Abalti · Agosto 26, 2025

Aperta la corsa al dopo Nardin (se eletto in Regione)

 

La provincia è come quelle zie che nessuno invita ma che si presentano lo stesso a tavola: con la riforma Delrio doveva sparire, invece è ancora lì, con scuole, strade e soldi veri. Un’istituzione dimezzata, che tutti fingono di ignorare finché non serve. A Vicenza, ora che Andrea Nardin è pronto a traslocare in Regione, la partita per Palazzo Nievo è tutt’altro che secondaria.

Il calendario, come sempre, comanda: il presidente dura quattro anni, Nardin scadrebbe nel 2027. Il consiglio invece si rinnova ogni due anni: binari paralleli che non si incontrano. Se il presidente si dimette prima dell’ultimo anno di mandato, si vota entro 90 giorni. Se invece siamo già nell’ultimo anno, governa il vicepresidente. Nel caso vicentino, se Nardin lascia nel 2025, scatterebbe l’elezione di un nuovo presidente, che reggerà fino al 2027.

E qui arriva la politica, quella che si diverte più dei giuristi. Possono candidarsi solo i sindaci in carica che non scadono nei 18 mesi successivi al voto. Nel centrosinistra un nome c’è già: Giacomo Possamai, sindaco di Vicenza, l’unico che potrebbe trasformare la corsa provinciale in una partita vera. Perché Possamai ha tempo davanti e un peso politico capace di sparigliare i giochi.

Nel centrodestra, invece, si aprirà un dibattito acceso. Oggi la presidenza è in capo a Fratelli d’Italia, visto che Nardin è salito di recente sul carro meloniano: facile immaginare che i i Fratelli non abbiano alcuna intenzione di mollare la bandierina sulla poltrona più importante di Palazzo Nievo. I nomi? Per ora si resta nel vago: bisogna cercare tra i sindaci più rampanti di FdI, ma nessuno osa scoprirsi troppo presto. La Lega, intanto, potrebbe rivendicare la guida del consiglio con Davide Faccio o Moreno Marsetti. Qualcuno, però, sussurra un altro nome: Nicola Finco. Il sindaco della città del Ponte potrebbe trasformare la sfida in un derby tutto vicentino: Vicenza contro Bassano. Uno scontro capace di complicare la vita a Possamai e di rimettere in gioco equilibri complessi.

Così, l’ente che tutti definiscono inutile torna a essere laboratorio politico. La Provincia non muore mai, si ricicla. E quando un presidente cade, improvvisamente diventa il centro del mondo. Perché da qui passano ancora le vere partite: quelle che parlano di scuole, di strade, di soldi. Ma soprattutto di poltrone.

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