Veneto, il duello tra chi comanda e chi governa

di Arrigo Abalti · Novembre 5, 2025

La Lega conserva un soffio di vantaggio su Fratelli d’Italia: 22–26 contro 21–25. Conta più il radicamento locale e l’eredità di Zaia che il traino nazionale della premier

 

Il nuovo sondaggio del Gazzettino fotografa un Veneto che cambia poco, ma in cui si muove molto.

Non è più la sfida tra destra e sinistra a dettare la partita: è la contesa interna al centrodestra, un duello sottile tra la Lega e Fratelli d’Italia che vale più di mille dichiarazioni politiche.

Alberto Stefani, segretario regionale della Lega, guida la corsa alla presidenza con un consenso stimato tra il 58 e il 62 per cento, davanti a Giovanni Manildo del centrosinistra, fermo tra il 32 e il 36 per cento.

Ma la notizia vera è nel dettaglio delle forze in campo: la Lega resta il primo partito (22–26%), tallonata da Fratelli d’Italia (21–25%).

Un’incollatura. Un equilibrio che racconta meglio di qualsiasi slogan il futuro politico del Veneto.

La Lega, qui, non è soltanto un simbolo. È un sistema.

È fatta di sindaci, assessori, consiglieri, presidenti di consorzi: una rete amministrativa che da anni tiene insieme territorio e consenso.

A questa infrastruttura politica si aggiunge l’onda lunga di Luca Zaia, che continua a pesare come garanzia di efficienza e prossimità.

È questo il vero vantaggio competitivo del Carroccio: la capacità di stare nei luoghi, di conoscere i problemi e le persone prima ancora dei voti.

Fratelli d’Italia, invece, è ancora un partito “in costruzione” nel Nordest.

Ha il vento favorevole del governo nazionale, ma non ha ancora radici profonde.

Molti amministratori locali sono “new entry”, arrivati di recente, spesso attratti più dal partito di maggioranza che da un percorso politico consolidato.

E, soprattutto, l’effetto Meloni non si sta traducendo in Veneto in un effetto territoriale.

Se la premier non deciderà di tornare fisicamente nella regione per rilanciare i suoi uomini — magari con una convention che risponda simbolicamente al tradizionale “Geox” della Lega — il rischio è che il Carroccio mantenga, anche se di poco, il primato.

Nel Nordest la politica è ancora una questione di prossimità: si vince governando, non solo comandando.

Finché la Lega disporrà di amministratori, reti civiche e un’identità locale solida, Fratelli d’Italia potrà inseguire, ma non superare.

E così il Veneto resta, ancora una volta, laboratorio di una regola antica della politica italiana: il consenso nazionale è importante, ma quello locale — quando c’è — resiste a tutto.

📊 

I numeri del sondaggio (Osservatorio Nord Est – Il Gazzettino, 5 novembre 2025)

  • Lega – Lega Veneta → 22 – 26 %
  • Fratelli d’Italia → 21 – 25 %
  • Partito Democratico → 17 – 19 %
  • Forza Italia → 8 – 12 %
  • Movimento 5 Stelle → 2 – 6 %
  • AVS (Alleanza Verdi e Sinistra) → 4 – 8 %
  • Azione / Italia Viva / +Europa / Riformisti Italiani → 4 – 8 %
  • Altri / Liste minori → 3 – 5 %

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